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Il 12.06.2017 alle ore 14:28 italiane (le 15:28 locali) si è verificato un forte terremoto di Magnitudo Mw 6.3 ad una profondità di 10 km nel Mar Egeo tra la Turchia e la Grecia. Una delle isole più vicine, Lesbo, ha riportato molti danni.


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COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da IK7TAB il Sab Mar 17, 2018 3:03 pm


40 ANNI FA' GRAZIE AD UN RADIOAMATORE CHE INFORMO' IL MONDO DEL DISASTROSO TERREMOTO A BUJA - II° PARTE

https://www.youtube.com/watch?time_continue=7&v=vvBAVWo9-gY
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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da IK7TAB il Sab Mar 17, 2018 2:57 pm



40 ANNI FA' GRAZIE AD UN RADIOAMATORE CHE INFORMO' IL MONDO DEL DISASTROSO TERREMOTO A BUJA - I° PARTE.

Per non dimenticare. " Quella notte successe di tutto " anche a Buja. Prendiamo in prestito le parole degli assessori in carica il 6 Maggio 1976, Sergio Bungotto e Giovanni Fabbro, per raccontare il terremoto che distrusse il comune con 33 frazioni ora diventate vie a tutte gli effetti.
Da uno di quei Borghi Ursinins grande , il radioamatore Italo Candusso fece sapere al mondo che il Friuli e i friulani giacevano inermi sotto il peso delle macerie.
Le radioline accese chissà dove aggiornavano le notizie che si facevano sempre più drammatiche.
E mentre i primissimi bilanci provvisori arrivavano ovunque, il Sindaco di allora Eddi Giacomini si spostava da Santo Stefano ad Avilla, da Urbignago a Madonna per arrivare fino a Tomba, la frazione più distante dal centro e annotava su un piccolo quaderno i nomi dei morti e le richieste di aiuto.
Lungo l'elenco delle vittime, erano 49 decine i feriti, migliaia i senza tetto.
Valter Ik7tab


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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da IK7TAB il Sab Mar 17, 2018 7:52 am



LA RADIO AIUTO' LA RICOSTRUZIONE DEL FRIULI DOPO IL TERREMOTO

Eccomi con un altra storia tutto in originale, nulla è stato cambiato o modificato. 
La sera del 6 Maggio 1976 una scossa di terremoto fece sobbalzare la terra friulana colpendo una settantina di comuni a nord di Udine e causando quasi un migliaio di morti.
La corrente elettrica saltò immediatamente, impedendo le comunicazioni via telefono con i tutori dell'ordine e le autombulanze per coordinare i soccorsi.
Le antenne dell'Esercito Italiano crollarono e all'epoca la Protezione Civile non era ancora una struttura efficiente e capillare, si attivarono cosi' i radioamatori privati del Corpo Emergenza Radioamatori ( CER ) accesero i ripetitori attaccati a delle piccole batterie e con il tastino a molla sul microfono cominciarono a costruire la rete dei soccorsi, operativa già quindici minuti dopo l'arrivo della prima richiesta d'aiuto.
COSA ASCOLTARE
" Tre soldi " è lo spazio di Rai-Radiotre dedicato al documentario radiofonico.
E' una piccola striscia di quindici minuti schiacciata tra un programma sul cinema e uno sulla musica classica, che propone delle serie tematiche affidate ad autori diversi.
Queste serie - modello - friuli sul terremoto del Friuli del 1976 è affidata a due storie friulane che propongo sempre ascolti molto curati: l'artista radiofonico e sonoro Renato Rinaldi, e Andrea Colavino, attore e regista teatrale che ha sempre tenuto un piede negli studi radiofonici protagonisti della ricostruzione nella vicina Valle del Vadel friulana figlio anche della tragicomica ricostruzione del Vajont e tre episodi dedicati ai cittadini del posto.
La loro ricerca è divisa in due parti: tre episodi dedicati al protagonista ( il famoso " com'era dov'era " ) il primo è sui radioamatori che si attivano subito dopo il terremoto e unisce interviste raccolte oggi alle registrazioni delle prime chiamate di aiuto.
L'unione tra la frenesia incisa allora su nastro e la calma della riflessione di oggi illustra chiaramente il valore primordiale della radio: uno strumento dato per spacciato, ma sempre presente quando si cerca la genesi di una rivoluzione o di un cambiamento in questa registrazione si sente com i radioamatori, che le loro giornate ad esplorare l'etere dividendolo in metri e frequenze, abbiamo delle competenze fondamentali per la gestione di un'emergenza.
Invece, ci si dimentica facilmente di loro: hanno pochi spazi nella ricerca universitaria e pochi finanziamenti pubblici per le attività e le ricerche.
Ma nel caso di una calamità si conta sempre sul loro intervento, anche oggi, quando i telefoni cellulari sui quali basiamo le nostre esistenze sono i primi ad andare fuori uso.
MODELLO FRIULI
Dimostra che la radio non è solo uno strumento di intrattenimento, ma un servizio al centro delle relazioni nella comunità, in grado certo di gestire un emergenza, ma anche di contribuire a migliorare le condizioni di vita nei quartieri, nelle città e nelle aeree più isolate.
Se la radio fosse anche negli interventi ordinari a livello sociale o ambientale, ci sarebbero meno emergenze da dover gestire.
COSA FARE MENTRE SI ASCOLTA
Per ascoltare questa serie bisogna provare l'ebrezza di navigare il funanbolico sito di Radio Rai, ma rimettere in ordine le puntate tra audio, podcast, date e nomi dei file da la sensazione di essere pronti ad affrontare qualsiasi altro Sito.
Dopo si possono ascoltare tutti gli audio originali dei radioamatori del 1976. Se qualcuno sente accendersi dentro il fuoco nerd delle onde radio è bene che sappia che non basta comprarsi un pò di attrezzatura.
Bisogna andare nella sede territoriale dell'Associazione Radioamatori Italiani, frequentare un corso per poter prendere il patentino e prepararsi alla probabile fine della propria relazione sentimentale.
MOMENTO MIGLIORE
I Radioamatori avevano in dotazione di attrezzature che nessun Ente Pubblico si sognava di avere.
Valter Ik7tab


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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da PU7MKI il Ven Mar 16, 2018 6:36 am

Ciao Valter, commovente questa storia del terremoto del friuli, di cui non conoscevo i risvolti e soprattutto
non sapevo quanto la radio fu determinante in quella tragica circostanza!
Grazie per averci portati a conoscenza,
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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da IK7TAB il Gio Mar 15, 2018 1:20 pm



COME GLI APPASSIONATI DI RADIO SALVARONO MOLTE VITTIME DEL TERREMOTO IN FRIULI

" Un documento dell'allora Presidente Comelli rende omaggio al lavoro svolto dalla rete dei ( Citizen Band ), gli appassionati di ricitrasmettitori, furono fondamentali nel prestare servizio di radio soccorso, arrivando prima di altri canali.
UDINE: un grazie da parte di tutti i Friulani da parte del Presidente della Regione, Antonio Comelli, ai radioamatori CB per i soccorsi dati durante il terremoto il documento, datato 1976, è un pò ingiallito ma la " vivissima gratitudine " espressa è ancora viva.
" Questa immane catastrofe ha distrutto tante case  - si legge - e tanti cari affetti e a inflitto alle popolazioni del Friuli una profonda ferita materiale e morale che ha potuto, anche con il vostro intervento, essere curata in modo sollecito, portando un sostegno spirituale di immensa validità, si tratta del sostegno dato dalla rete di CB ( Banda Cittadina  dall'inglese " Citizen Band " ) cioè persone occomunate dalla passione per i ricitrasmettitori.
Ci racconta la loro storia Ermanno Bazan, alias CB " Samil ", all'epoca dodicenne ma insieme con il padre e il fratello in prima linea nel servizio di Radio Soccorso nei vari campi e tendopoli di Trasaghis, Osoppo, Gemona, Buja.
Suo padre Gualtiero, alias il CB " Scavessa ", era il coordinatore e con suo figlio Ezio furono i primi a dare l'allarme dell'incidente che coinvolse il Comandante Ronald George McBride.
" Nei primi momenti dopo la scossa ci ritrovammo tutti nel parcheggio delle ambulanze vicino all'ospedale civile - racconta Ermanno - ero il più piccolo di una ventina di civili tutti legati alla passione per la radio, ci eravamo sentiti tramite i trasmettitori avevamo come Ponte Radio il Monte Bernadia ".
Con le radioline, Ermanno e i suoi compagni riuscirono a chiamare i soccorsi in diverse occasioni per passare attraverso l'etere tutto quello che serviva.
Il trasmettitore sempre acceso in macchina una ventina di punti " base "  e si riusci' a creare una rete capillare composta da circa 150 persone, " salvammo la vita a molti feriti - ricorda - a Magnano in Riviera, al Morena era caduto tutto e il proprietario chiese aiuto tramite radio e cosi' lo rintracciammo ".
Le basi erono collegate con il Centro Operativo di Udine dal quale partivano materiali. 
" C'era una roulotte all'esterno come supporto medico - continua - vennero in soccorso tanti gruppi di CB da Trento, dal Veneto e dall'Emilia.
La radio, come sempre, ci aveva uniti.
Valter Ik7tab


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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da IK7TAB il Mer Mar 14, 2018 1:49 pm



IL TERREMOTO DEL 1976 A GEMONA IL VICE DIRETTORE PASSAVA I MESSAGGI AL RADIOAMATORE ( 2° PARTE )
" La sera del 6 maggio - racconta - entrai in ufficio e trovai tutti gli armadi caduti.
Non c'era la corrente elettrica, la telescrivente e i telefoni non funzionavano ".
Umberto sfidando le scosse di assestamento recuperò i titoli per il pagamento delle pensioni di vecchiaia nei giorni immediatamente al sisma, il 13, 14 e 15 Maggio.
Avrebbe potuto non farlo, ma lui, ligio al dovere, si preoccupò di salvare le deleghe cartacee che l'IMPS avrebbe potuto non avere.
Non poteva rischiare di far mancare i soldi ai terremotati. Ma più dei soldi, in quel momento, i terremotati apprezzarono gli sforzi fatti da Poste Italiane per la messa in funzione della telescrivente.
Era l'unico modo che avevano per comunicare con i parenti lontani.
 Già il 7 Maggio i carabinieri vennero a cercarmi e mi accompagnarono in caserma assieme a un radioamatore.
Trascrivevo i messaggi sui moduli che non mancavano di compilare e li portavo al radioamatore sistemato in una roulotte davanti alla caserma.
Lui li trasmetteva in tutto il mondo. Non era facile, le linee erano sempre intasate passando da un ricordo all'altro, gli occhi di Umberto si riempirono di lacrime: " eravamo tutti intontiti, non sapevamo dove andare ".
Furono giorni più difficili della sua vita. Uno spiraglio si apri' quando in Piovega arrivò il telebus, una corriera attrezzata per garantire i servizi postali di Poste Italiane l'avevono prelevata a Roma, dove era entrata in servizio per l'Anno Santo, e portata a Gemona. " sul telebus riprendemmo a lavorare con le prime telescriventi a foglio anzichè a nastro ". 
Oggi come allora il volto di Umberto si illuminò di speranza, ripensa ai colleghi giunti da Torino e ricorda che per un mese Poste Italiane consenti' ai terremotati di comunicare gratuitamente con gli emigranti " siamo tutti vivi " l'ho dovuto dire anch'io, continua Umberto descrivendo il ritrovamento del corpo di " Bepi il macelar " avvolto in una coperta immagini, ricordi scolpiti nella memoria, attimi indimenticabili: Umberto non dimentica neppure gli 11 mesi mesi vissuti in tenda, tanto meno il trasferimento dal telebus nell'ufficio postale riparato e la sua distruzione a settembre.
Fu lui a salire la scala della palazzina mezza crollata.
Attraverso la spaccatura che si era formata tra due muri, incuranti dei richiami del collega Bruno Branel che gli intimava di tornare indietro " se crolla tutto non vengo a prenderti " - gli gridava - e dalla rabbia tirò un sasso contro la parete dell'ufficio e contemporaneamente la telescrivente riprese a funzionare ".
Quella telescrivente lavorò senza sosta a Gemona come pure a Cavazzo Carnico dove il ricordo di Lucia Vriz continua ad aleggiare tra le scrivanie della Direttrice Giulia Frassindui e di Patrizia Costantinis " noi - affermano le due dipendenti  - abbiamo ereditato tutto quello che ha fatto lei ".
Storie come queste si susseguono in tutto il Friuli disastrato.
Nel 1976 Poste Italiane investirono 1.125.700 delle vecchie lire per rimettere in funzione i 69 uffici inutilizzabili in altrettanti prefabbricati, 22 le strutture completamente distrutte.
Quarant'anni dopo, Poste Italiane rilegge la relazione di Vinicio Mestroni, il funzionario che all'alba del 7 Maggio 1976, fece un giro di ricognizione nei comuni distrutti.
Il documento è conservato nel Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste, l'unico in Italia.
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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da IK7TAB il Lun Mar 12, 2018 2:19 pm



QUARANTESIMO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO IN FRIULI

Ritorniamo indietro negli anni e giungiamo al 1976, quando a Gemona ricorda quei messaggi affidati alla telescrivente.
Umberto Zanandel, Vice Direttore dell'Ufficio Postale del Terremoto, prova a raccontare quel 1976 " trascrivevo telegrammi e li affidavo al radioamatore, cosi' riuscivamo a comunicare con il mondo era il 19 Dicembre 2016.
Gemona: " siamo tutti vivi " lo scrivevano i terremotati di Gemona che avevano perso la casa ma non le vite, sui telegrammi indirizzati ai parenti lontani.
Erano messaggi che Umberto Zandanel, l'allora Vice Direttore dell'Ufficio Postale, raccoglieva e consegnava a un radioamatore di Gemona che dalla roulotte parcheggiata davanti alla stazione dei Carabinieri, inviava a tutto il mondo.
Le telescriventi delle Poste Italiane funzionavano senza sosta. Nell'estate del 1976, assieme ai radioamatori, trasmettevono la disperazione del Friuli e ricevevano i messaggi di affetto che arrivavano da ogni dove.
A condurci in questo viaggio è proprio l'ex Vice Direttore dell' Ufficio postale di Gemona Zanandel, e l'esperienza lasciata da Lucia Vriz, la Direttrice dell'Ufficio Postale di Gemona, come anche l'esperienza lasciata da Lucia Spriz, la Direttrice dell'Ufficio Postale di Cavazzo Carnico che quella notte, mise a disposizione della Comunità la cassaforte dove la gente lasciò ori e soldi al riparo dagli sciacalli.
Sono le 10:30 di un giovedi' mattina di Dicembre. Il freddo pungente non ferma Umberto che con lo stesso piglio di 40 anni fà, in Via Caneva davanti all'Ufficio Postale, con in mano la cartella sulla quale risalta la scritta " terremoto ".
Lui è il testimone degli sforzi fatti da Poste Italiane per garantire il servizio quando tutto sembrava finito in quel disastro, anche se inagibile, l'Ufficio Postale restava un punto di riferimento.
" La gente passava e chiedeva hai visto " Paolo?, Aldo?, Antonio? ".
Umberto era li a vigilare, a rispondere anche " no ".
Oggi, invece, ricordava con orgoglio il servizio garantito dai portalettere che " cercavano i sopravvissuti nelle tende e nei campi di accoglienza.
Quando arrivavano nelle strade con le case al suol, si spostavano da un campo all'altro in cerca dei destinatari della corrispondenza.
Erano loro che tenevano il bilancio dei vivi e dei morti ".Ma più dei soldi, in quel momento, i terremotati apprezzarono gli sforzi fatti da Poste Italiane per la messa in funzione della telescrivente e con l'aiuto prezioso di un radioamatore che faceva arrivare i messaggi in tutto il mondo.
Valter Ik7tab.


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Re: COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da IK7TAB il Ven Mar 09, 2018 3:18 pm



NELL'ETERE ESPLOSERO LE GRIDA D'AIUTO

09/03/2018 - Quello che vi sto per raccontare è realtà e non è finzione. Vi descrivo le prime fasi della coicitazione del momento e la paura è palpabile. I3CQX: la mia casa è crollata, la casa di fronte è crollata. Dev'essere terribile.
I3XEW: Buia e zone vicine sono nell'oscurità. Lasciate libero il ponte radio, non interrompete.

I3SQJ: Riprende Maiano. Ho un nodo alla gola scusate non so cosa dire. 

Per cortesia, senta qui Carabinieri di Maiano ( chi parla è il maresciallo dei Cc tramite la radio di SQJ ) chiami il 23951 se possibile che mandino anche militari. Il terremoto ha devastato tantissimi condomini e ci sono stati morti. Per cortesia il più presto possibile.

I3COP: Va bene ( chi parla è il capitano della Compagnia che usava la maglia-radio dei radioamatori ) il condominio dov'è l'appuntato Modolo va bene.

 Oltre ai militari, ambulanze, una ruspa per liberare perché ci sono bambini che piangono.

I3SAX: Pertanto dite all'ospedale di prepararsi a ricevere molta gente, qua penso di trovare un macello.


Nelle ore successive, la dimensione della catastrofe, che si era abbattuta sul povero Friuli, assunse la sua reale ed immane gravità. 

Arrivavano richieste di acqua potabile, macchine per movimento terra, calce, vaccini ma anche coperte: nonostante che già da alcuni giorni la temperatura dell'aria fosse insolitamente elevata, le persone accusavano un senso di grande freddo.

La testimonianza di Piero Fantoni (IV3AOS) ci fa rivivere il momento in cui dovette constatare che la sua fabbrica " era tutta a terra ". 

Riuscì a comunicare con il fratello Marco e sentì " che erano tutti vivi ". Fu un momento di immensa gioia. 
Abbattè un albero nel suo giardino per creare una piazzola di atterraggio all'elicottero, che felicemente portò all'ospedale per le cure una ragazza di Gemona.

L'allora coordinatore regionale del Corpo Emergenze Radio ( Cer ) Antonio Boemo ( IV3BLQ ) sottolinea la professionalità e il grande cuore dei radio operatori venuti da tutta Italia, che crearono fino al 20 maggio la rete di collegamenti in modo Rtty ( telescrivente ), utilizzata all'occorrenza anche da tutte le forze di soccorso impiegate ( Polizia, Carabinieri, ecc. ).


Ricorda l'allora Ministro dell'Interno Francesco Cossiga, radioamatore anche lui ( I0FCG ) che visitando la zona si interessò subito al sistema radio ed incitò tutti gli operatori.


Uno fra i primi ad operare sull'apocalittico scenario, fu Giorgio Sattolo ( IV3SAX ), insostituibile " tutore " degli attuali ponti-radio attivi dell'Associazione Radioamatori, che in caso di emergenze fanno da trasponder tra il Tarvisiano, la Carnia fino alla Bassa friulana. Sattolo, munito di una allora innovativa radio portatile, riuscì ad arrivare a Gemona e alle prime ore dell'alba assieme ad un colonnello dei Carabinieri perlustrò la zona, compreso il devastato cinema, dove trovò alcuni cadaveri.


 Nei giorni successivi, dalla sua voce registrata si documenta l'invio del messaggio di richiesta di 10 autocarri di calce, " perché quelli inviati sono insufficienti, notizie attendibilissime parlano di mille morti ".

Non si può tralasciare che dal comando della Divisione Mantova, in via Savorgnana, e dalle ore 23 dalla Prefettura di Udine, ( qui si costituì il primo gruppo di coordinamento con Prefetto, comandante della Brigata Julia, Vigili del Fuoco, ecc. ) in un stanza " inventata " al momento come sala radio, coordinava la maglia Sergio Casco ( IV3SGHex Qcd ) anche lui, come tutti, immagine di efficienza ed abnegazione: di cui il commissario Zamberletti ( anche lui radioamatore, I0ZME ) fu l'indiscusso emblema.


Il video di Giol ci rammenta un elenco di radioamatori friulani che " volontariamente ", senza nulla chiedere, hanno dato il loro insostituibile contributo. I loro nominativi con prefisso Iv3 sono : BJR, BVQ, CFC, COP, DEB, DLX, DYS, FRY, ILC, LNQ, SAN, SQJ,UBD, UT, ZDL, ZEL, ZEW, XEI, XEL e tantissimi altri anche da altre regioni.


Da quel maggio '76 il Gruppo Radio Emergenze nell'ambito della Protezione Civile della regione è cresciuto nel tempo; un protocollo d'intesa con la Protezione civile e l'affidamento della Sala-Radio a Palmanova testimoniano il livello operativo raggiunto.


 Il livello di " coscienza " di tutte le forze di volontariato, da allora crebbe e si rafforzò.

 E a questo numeroso " insieme di volontari " viene riconosciuto, non solo in ambito nazionale, di essere tra i migliori gruppi.

Franco Nardone ( IV3BMV )
Associazione Radioamatori
Udine.

Valter Ik7tab.


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COMUNICAZIONI RADIO DOPO IL TERREMOTO

Messaggio Da PU7MKI il Ven Mar 09, 2018 2:47 pm

a cura di Valter Padovano, IK7TAB:


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