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DALLA RIFORMA AGRARIA ALLA RIFORMA FONDIARIA

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Re: DALLA RIFORMA AGRARIA ALLA RIFORMA FONDIARIA

Messaggio Da IK7TAB il Gio Ago 10, 2017 2:09 pm



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Re: DALLA RIFORMA AGRARIA ALLA RIFORMA FONDIARIA

Messaggio Da IK7TAB il Gio Ago 10, 2017 2:00 pm



REGIONE PUGLIA - RIFORMA FONDIARIA


La Regione cura direttamente le funzioni già svolte dall’ERSAP (Ente regionale di sviluppo agricolo) sciolto nel 1993. In particolare si occupa, fino ad esaurimento, delle cessioni, delle alienazioni e dei trasferimenti dei terreni e delle opere di riforma fondiaria esistenti sul territorio regionale.


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Re: DALLA RIFORMA AGRARIA ALLA RIFORMA FONDIARIA

Messaggio Da IK7TAB il Mer Ago 09, 2017 11:07 am



RIFORMA AGRARIA 1950

Vi voglio riassumere in breve cos'era la riforma agraria nell'Italia meridionale nel 1950

Il Governo De Gasperi decise di rinunciare ad una riforma agraria generale e di avviare alcune leggi per aeree limitate volte espropriazione dei terreni scarsamente produttivi da distribuire alle famiglie contadine.
La legge Sila, riguardante un'aerea della Calabria, la legge stralcio, relativa al Delta Padano, alla Maremma Toscana, ai Bacini del Fucino e del Flumendosa e ad alcune zone della Campania e della Puglia, nonchè la legge di riforma agraria  emanata dalla Regione Siciliana furono i provvedimenti di riforma agraria varati nel 1950 in quella direzione.
La Democrazia Cristiana diede vita alle confederazioni dei Coltivatori Diretti che avrebbero dovuto difendere i piccoli e medi proprietari terrieri ed assumere il controllo degli Enti di riforma, apparati pubblici destinati a gestire la concreta realizzazione dei provvedimenti di riforma agraria.
I risultati globali dei suddetti provvedimenti furono l'espropriazione di circa 760.000 ettari di terre, di cui, il 60% appartenenti al mezzogiorno, suddivisi in lotti pari in media a 6 - 8 ettari e assegnati a 130.000 famiglie contadine.
La scarsa consistenza dei lotti assegnati riusci' ad assicurare il mantenimento degli assegnatari soltanto nelle aree dove furono realizzate infrastrutture, opere irrigue e case coloniche da parte degli Enti di Riforma, come avvenne in Maremma, in Val Padana e in alcune zone costiere del mezzogiorno, mentre in altre aree del sud, che non usufruirono di questo tipo di interventi, i risultati della riforma furono largamente inferiori alle aspettative.
In complesso, però gli interventi legislativi nel mezzogiorno contribuirono a dare una spinta al declino della proprietà assenteista, cancellando i residui degli antichi privilegi di carattere feudale.
Un ruolo di fondamentale importanza ebbero gli Enti di Riforma, i quali accentrarono tutte le scelte, togliendo ogni spazio all'autonomia degli assegnatari e impedendo qualsiasi forma associativa e al tempo stesso, rendendo eccessivamente costose le operazioni di realizzazione della riforma.
Allo sopo di assecondare la formazione di un largo strato di piccola e media proprietà contadina fu varato un piano di intervento nell'Italia meridionale mediante l'istituzione della cassa per il mezzogiorno nell'agosto del 1950 ed emanata, circa tre anni dopo, una legge per la costituzione di Istituti Speciali di Credito agevolato.

REPORTER
FREELANCER VALTER PADOVANO


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DALLA RIFORMA AGRARIA ALLA RIFORMA FONDIARIA

Messaggio Da PU7MKI il Mar Ago 08, 2017 10:32 am

A cura di Valter Padovano


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Re: DALLA RIFORMA AGRARIA ALLA RIFORMA FONDIARIA

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